​Museo laboratorio della mente (Roma) e il Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso (Torino). L’arte e la mente umana non vanno in quarantena. (2023)

di Valentina Lilla

Nel corso della storia, l’arte ha sempre avuto un ruolo primario nella vita dell’uomo. Ispirandosi sempre al reale in relazione alla società e al periodo storico di riferimento, è stata protagonista e portatrice dell’umanaHistoria. In questo particolare e delicato arco temporale che l’umanità sta attraversando, l’arte continua ad assumere un ruolo essenziale di fronte alle esigenze del momento.
L'arte diventa, così, un'ancora di salvataggio per la mente umana costretta a rifugiarsi da un nemico comune, esterno ed invisibile. L’arte non si dà per vinta ma combatte, come ha sempre fatto, accanto all’uomo, donando ad esso speranza e, per certi versi, rivalorizzando e rivendicando la propria essenza. Aprirà così un varco nel mondo esterno attraverso i dipinti e la narrazione storica, una sorta di finestra albertiana che si affaccia nel mondo della cultura al pari modo di come il popolo italiano si sta affacciando al mondo esterno attraverso quei declamati balconi delle proprie abitazioni.

Il Museo di Antopologia Criminale Cesare Lombroso
A tal proposito, questo articolo vuole offrire uno sguardo sulMuseo laboratorio della mentefin dal principio concepito come museo multimediale, per metterlo a confronto con un museo, per certi versi analogo, dal punto di vista contenutistico, come ilMuseo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso.
Il primo spazio espositivo indicato, ubicato esattamente in quell’edificio all’interno del parco dell’ex ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà, a Monte Mario, narra la storia di quel percorso della mente umana vista prima dell’istituzione della legge 180, meglio conosciuta come legge Brasaglia[1], la quale comportò la definitiva chiusura del manicomio di Roma.
La particolarità che da sempre circonda questo museo è la sua capacità non solo di far da custode ad una parte di memoria troppo spesso trascurata dalla società ma mette in congiunzione diverse tipologie di comunicazione visiva e sensoriale. Avremo quindi installazioni multimediali che vengono rielaborate dalla compagnia teatraleStudio azzurro,mediante le stanze del museo, i corridoi e le celle trasformate dalla tecnologia interattiva, proponendo, in tal modo, un percorso sensoriale ed interdisciplinare fatto di manufatti scientifici ed artistici, i quali permettono di coinvolgere il visitatore con tutti i suoi 5 sensi, al punto di portarlo ad una totale immedesimazione del luogo e dei personaggi che esso ospitò in passato. Una tipologia di arte pura, istintiva, realizzata dagli stessi utenti che erano letteralmente imprigionati all’interno dell’edificio messa in stretto rapporto dialogico con un’altra particolare forma di studio attraverso l’arte, ovvero, disegni degli stessi medici[2], disegni psichiatrici corrispondenti alla studio fisiologico dei loro pazienti . Un vero
viaggio all’interno della propria coscienza, una partecipazione totalmente attiva, grazie all’unione di varie sfaccettature di comunicazione, tra cui il teatro, arte grafica, istallazioni visive e sonore, rivolte a quel visitatore che deciderà di entrare nell’intimità della normalità travestita da pazzia.
D’altronde , “entrare fuori uscire dentro” è l’indicazione basagliana, particolarmente adatta per esprimere quelle nuove emozioni nascenti in ognuno di noi in questo esatto momento che stiamo vivendo : varcare la porta del nostroio.
Naturalmente anche il primo museo preso qui in analisi ha mosso i passi necessari per poter fronteggiare il protrarsi della chiusura dei musei, delle scuole e delle università, lanciando l’iniziativapillole contro il virus.Si tratta di una serie di interventi tematici di 3 minuti in cui faranno da protagonisti scienziati, storici, antropologi, storici dell’arte, filosofi, medici ed artisti[3]. Un canale, YouTube Museo Laboratorio della Mente, aperto in occasione di questa nostra oscura parentesi sociologica.
Un esempio può essere il video realizzato dallo psichiatra Gaddomaria Grassi, presidente del centro di storia della psichiatria di Reggio Emila, in cui analizza un paziente di metà del secolo scorso, il pittore e scultore Antonio Ligabue, proponendo in questo modo una particolare rivisitazione del personaggio in questione[4].
Una splendida ed interessante iniziativa dal punto di vista didattico ma ciò che purtroppo si riscontra e che viene a mancare, nonostante questa vicinanza che il museo ha mostrato nei confronti della società attraverso l’apertura di questo canale, e di una sempre aggiornata pagina virtuale legata
al mondo dei social, è la non accessibilità del museo dal punto di vista interattivo. Può sorprendere,
per certi aspetti, una tale mancanza, poiché la carta vincente del museo è proprio quel ruolo
primario che la tecnologia assume dentro questa struttura. Così facendo, infatti, questo spazio
espositivo andrà a soddisfare solo parzialmente le caratteristiche che, si presuppongono, dovrebbero
corrispondere per un’istituzione museale virtuale, ovvero, quell’entità digitale che condivide parte
delle caratteristiche del museotradizionale[5], integrato e codificato, per motivi naturalmente logistici, attraverso attinenti forme di personalizzazione pur mantenendone l’autorevolezza del sito originario ed in particolare non trascurando lamissioncomune : essere accessibile al pubblico, consentire, se pur virtualmente, l’accessibilità ai reperti in esso contenuti o anche, come nel caso dellaboratorio della mente, concretizzare un tour virtuale che possa garantire la possibilità di poter attraversare quelle sale, quei corridoi, rendendo fattibile “ il viaggio “ anche attraverso lo schermo del nostro computer.
Diversa è l’idea che può nascere nel momento in cui un qualunque navigatore in rete deciderà di visitare il sito del museo di antropologia criminale Cesare Lombroso. Quest’ultimo, fondato nel 1876 a Torino dallo stesso medico e antropologo Cesare Lombroso, predispone di un sito non solo aggiornato in modo esaustivo ma garantendo al visitatore virtuale la possibilità di vivere a pieno il tour della collezione pertinente. Andando sulla pagina iniziale, infatti, ci si troverà dinanzi a varie alternative a cui poter accostarci, cliccando sulla vocevisita.Avremo quindi un area dedicata alla visita virtuale, grazie ad un progetto video del regista Alessandro Rocca, una seconda in cui viene riportata l’intera pianta del sito a cui è registrato un numero corrispondente alle sale. Basterà in questo caso fare un semplice click sulle scritte per poter accedere alla sezione corrispondente, per poi tornare successivamente alla pianta generale con un ulterioreclicksul pulsantetorna alla pianta.Nella terza area sono invece elencate le opere, rese attraverso le immagini, con un’attenta didascalia e descrizione di quest’ultime, suddivise sempre a seconda della sala che è stata analizzata precedentemente attraverso la piantina. L’ultima area è sicuramente quella che potrebbe attirare di più l’attenzione del visitatore, il quale potrà interagire con i modelli 3D direttamente sulle postazioni touch screen e sul proprio smartphone o tablet provvisto di app per la lettura del QR- code.
Nuove postazioni touch screen nella sala 6 “Menti criminali”. E’ ora possibile vedere la straordinaria collezione di circa 100 ceramiche (orci per l’acqua) incise dai detenuti delle carceri “Le Nuove” e “La Generala” di Torino in una installazione interattiva che permette la visione a 360gradi di ciascun oggetto, grazie alle tecniche di 3D imaging[6].
Ciò che si potrebbe aggiungere, per entrambi i musei qui presi in considerazione e per tutti i musei che decidono di approdare nel mondo del tour virtuale, per consentire la fruibilità didattica ed intrattenimento, considerando soprattutto musei come quelli indicati di particolare natura, sarebbe la possibilità di donare un aiuto concreto per la lettura dei reperti della collezione attraverso una guida reale. Aprire, quindi, un varco anche per un eventuale guida 4.0 su prenotazione, in modo tale da prevenire l’ignoto, ciò che ancora non sappiamo a cui stiamo andando incontro e realizzare una nuova realtà lavorativa digitale nei confronti di chi non solo ama il mondo artistico ma che di esso vive.

(Video) Piero Bianucci: Creativi si diventa

[1]Legge 13 maggio 1978, n. 180 " Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori " pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 16 maggio 1978, n. 133.

[2]Un tipico esempio sono i disegni e ritratti realizzati dallo psichiatra Cesare Lombroso, il quale attraverso il comportamento dei criminali attraverso un attento studio di disegni da lui stesso realizzato. Come disse l’artista Francesco De Stena in un articolo pubblicato su Repubblica il 21 dicembre 2017 :L'impegno più grande di Lombroso è stato quello di dare umanità alla sua figura, cercando di raccontare, con il disegno, le sue fragilità, ma anche la sua forza.

[3]https://www.youtube.com/channel/UCJ7yMvsn3qZQRSlHDpbQwvQ

[4]https://youtu.be/rsKR2tvObpY

[5]ICOM: Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto.La definizione ICOM è stata inclusa dalla normativa italiana: il Decreto ministeriale MIBAC 23 dicembre 2014 Organizzazione e funzionamento dei musei statali all’art.1 la riprende totalmente, con una precisazione finale : promuovendone la conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica.

[6]https://www.museolombroso.unito.it/visita/orci-3d/

(Video) Festival Outsider Art e Arte Irregolare: SONO ALTRO SONO ALTROVE. OUTSIDER ART e ART BRUT in dialogo
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Author: Rueben Jacobs

Last Updated: 01/18/2023

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